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Il servizio è erogato dall'Ufficio Servizi Demografici

Cosa è?

La pubblicazione di matrimonio serve per dare pubblicità alla volontà di due persone che vogliono sposarsi.

La richiesta della pubblicazione deve essere rivolta all'Ufficiale dello Stato Civile del Comune di residenza degli sposi o di uno di essi.

La richiesta può essere fatta da chiunque decida di sposarsi, sia libero dal vincolo del matrimonio o da altri impedimenti (es. interdizione) e sia maggiorenne.

Il procedimento

I nubendi devono recarsi all'Ufficio di Stato Civile per richiedere la pubblicazione, muniti di un documento di identita' validi e del codice fiscale.

Se si vuole contrarre matrimonio in chiesa (concordatario o secondo altri culti ammessi dallo Stato) bisogna consegnare la richiesta rilasciata dal parroco o dal ministro di culto.

In caso di impedimento,  la richiesta della pubblicazione può essere presentata da uno solo dei nubendi, con idonea procura speciale (modulo in fondo alla pagina) con firma e copia del documento d'identità del nubendo assente o anche, in caso di impedimento di entrambi i nubendi, da una terza persona, con la procura firmata e le copie dei documentidi identità di entrambi gli assenti.

Chi la richiede (nubendi o procuratore) deve dichiarare:

  • il nome;
  • il cognome;
  • la data di nascita e il luogo di nascita;
  • la cittadinanza,

degli sposi

  • il luogo di loro residenza;
  • la loro libertà di stato;
  • se tra gli sposi esiste un qualche impedimento di parentela, di affinità, di adozione o di affiliazione, a termini dell'articolo 87 del codice civile;
  • se gli sposi hanno già contratto precedente matrimonio;
  • se alcuno degli sposi si trova nelle condizioni indicate dagli articoli 85 e 88 del codice civile.

Casi Particolari:

I minori dai sedici ai diciotto anni devono presentare il decreto di autorizzazione del Tribunale per i Minorenni.

Le donne vedove possono risposarsi solo dopo trecento giorni dalla morte del marito.

Le donne divorziate possono contrarre nuovo matrimonio solo se sono trascorsi trecento giorni dallo scioglimento, dall'annullamento o dalla cessazione degli effetti civili del precedente matrimonio, secondo l'art.89 c.c. primo comma. Sono esclusi dal divieto i casi in cui lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del precedente matrimonio siano stati pronunciati in base all'art.3 n.2 lettere b e f, della legge 1 dicembre 1970, n.898, e nei casi in cui il matrimonio sia stato dichiarato nullo per impotenza, di uno dei coniugi. Ad esclusione delle eccezioni previste, la donna divorziata per sposarsi prima dei trecento giorni deve richiedre l'autorizzazione del giudice, secondo l'art.89 co 2 c.c..

Il cittadino straniero per sposarsi devono presentare la documentazione prevista, indicata alla sezione Matrimonio di cittadini stranieri in Italia

Ricevuta la richiesta di pubblicazione l'Ufficiale di Stato Civile procede d'ufficio alla verifica delle dichiarazioni, al termine della quale provvede all'affissione della pubblicazione per otto giorni consecutivi.

Quali sono i costi da sostenere?

Marca ba bollo da €uro 16,00 (due marche nel caso in cui un nubendo risieda in altro comune)


Riferimenti normativi:

- Codice Civile (articoli dal 93 al 105)

- D.P.R. 396/2000 (articoli dal 50 al 62)

Allegati:
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