L’Amministrazione Comunale approva il progetto di sviluppo della rete museale focalizzandosi sul potenziamento di tre macro-aree: la lirica, la ceramica e gli ecomusei.

Dal punto di vista della lirica, sia in termini di compositori che di cantanti, nell’ambito del sistema territoriale è presente a Montespertoli il tenore Amedeo Bassi e a poca distanza ad Empoli il compositore e quasi coetaneo Ferruccio Busoni.
Spaziando dalla Valdelsa all’ambito dell’area metropolitana troviamo nella vicina Lastra a Signa Villa Bellosguardo di proprietà del cantante lirico Enrico Caruso, anch’egli coetaneo di Amedeo Bassi; mentre andando oltre il confine metropolitano, pur rimanendo in ambito regionale, incontriamo Giacomo Puccini a Torre del Lago (Lucca) e Guido d’Arezzo, entrambi compositori anche se attivi in ambiti temporali diversi: il primo coetaneo di Bassi e Caruso, il secondo precedente.

Partendo da Viareggio fino ad Arezzo potremmo individuare un percorso culturale sui passi della musica lirica e dei suoi compositori identificato con il ‘Passaporto dell’Ascoltatore’” propone Daniela Brenci, Responsabile della Biblioteca, dell’Archivio e dei Musei di Montespertoli.

La valorizzazione di questa linea tematica su cui l’Amministrazione Comunale crede molto è già iniziata con l’approvazione in Consiglio Comunale della Convenzione con il Comune di Lastra a Signa in cui si evidenziano una serie di linee d’azione per fare ‘squadra’ e mettere a ‘frutto’ le ricchezze musicali presenti nei rispettivi territori, privilegiando un percorso di reciproca collaborazione” dichiara Alessandra De Toffoli, Assessore alla cultura.


L’altra linea tematica è relativa alla ceramica: l’arte antica del plasmare le materie prime e decorarle è ancora oggi un segno distintivo e unico della nostra tradizione culturale e, non è un caso, se proprio nel nostro territorio nasce e fiorisce la produzione delle maioliche, delle terrecotte e della porcellana: simbolo della Toscana nel mondo.

Parlare della ceramica e della terracotta vuol dire parlare della storia di un territorio, degli scavi archeologici che hanno restituito informazioni e reperti, che testimoniano la cultura materiale degli insediamenti e che entrano a far parte dei musei locali” prosegue Alessandra De Toffoli.

L’ultima linea tematica è quella relativa all’ecomuseo, ossia un’istituzione creata per volontà degli individui del territorio su cui esso agisce, con la finalità di valorizzarne il patrimonio culturale per garantire la continuità della tradizione. Per questo, l’ecomuseo si fa promotore di usi e saperi collettivi per evitarne la dispersione e garantire l’esistenza della diversità di stili di vita e culture tramite la partecipazione attiva della popolazione. Ciò che la comunità di Montespertoli potrebbe fare è quello di trasformare l’attuale sistema museale in ecomuseo ovvero in un contenitore al cui interno troviamo oltre al Museo del Vino, il Museo Bassi, il Museo d’Arte Sacra e La via di Castiglioni (le realtà che costituiscono il nostro sistema museale), le seguenti realtà: i percorsi trekking e i sentieri della memoria e dell’acqua che hanno fatto la storia del nucleo abitativo, la strada del vino e della ceramica, il mulino dove si producono i grani antichi perché anche in questo caso c’è un recupero della nostra tradizione, la bottega del fabbro dove ovviamente si cerca di recuperare la tradizione di questo specifico lavoro ed anche i siti archeologici che documentano e testimoniamo la storia e le origini del territorio di Montespertoli.

Per conservare la storia di Montespertoli e delle sue tradizioni è importante la volontà di riscoprire e di riappropriarsi degli aspetti e dei valori del passato, è strategico rispolverare il senso di appartenenza ed è necessario un grande spirito di comunità” conclude Alessandra De Toffoli.

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